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Giovedì, 30 07 2026

U ULSS6/Salute

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SPORT: CALANO I CASI DI MORTI IMPROVVISE

Un team padovano di ricerca ha analizzato 40 anni di dati inseriti nel registro veneto della morte improvvisa e ha rilevato un drastico calo delle morti grazie a nuovi metodi diagnostici e all'identificazione di una insidiosa variante 'mancina'.
Dopo l’introduzione dei criteri diagnostici aggiornati per la cardiomiopatia aritmogena il numero di atleti agonisti vittime di morte improvvisa si è significativamente ridotto passando da 0,43 a 0,14 casi annui ogni 100.000. Anche l'incidenza complessiva di morte negli atleti è diminuita passando da 1,41 a 0,64. In particolare nella casistica degli atleti veneti deceduti improvvisamente la quota attribuibile alla cardiomiopatia aritmogena è scesa dal 31 per cento al 22 per cento tra i due periodi.
Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista 'Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology': il coordinamento scientifico è stato della UOC Patologia Cardiovascolare dell'Azienda diretta dalla prof.ssa Cristina Basso che è anche direttore del Dipartimento Cardio toraco vascolare e sanità pubblica dell'Ateneo. La prof.ssa Monica De Gaspari è il primo autore della ricerca.
Gli autori del lavoro hanno sottolineato come il progressivo affinamento dei criteri diagnostici e la crescente consapevolezza della malattia tra i medici dello sport hanno contribuito a un'identificazione più precoce dei soggetti a rischio. Fino agli anni 90 la cardiomiopatia aritmogena si presentava quasi sempre nella sua forma classica in entrambi i ventricoli ed era facilmente riconoscibile con elettrocardiogramma ed ecocardiogramma: adesso si è osservato uno spostamento verso la variante a prevalente o esclusivo coinvolgimento del ventricolo sinistro particolarmente insidiosa e difficilmente individuabile se non con risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto. I dati confermano, inoltre, una netta prevalenza maschile della morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: su 51 casi complessivi, solo uno ha riguardato un'atleta donna.
Il registro, che è unico in Italia per continuità e per rigore diagnostico autoptico, offre uno sguardo unico sull'evoluzione della morte cardiaca improvvisa negli atleti agonisti causata dalla cardiomiopatia aritmogena: malattia genetica che sostituisce progressivamente il miocardio con tessuto fibro adiposo.

Fonte:
Pagina Facebook Azienda Ospedale-Università Padova

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